
Cosa è
- “Un attacco di panico si manifesta con l’insorgenza improvvisa di intensa paura o malessere accompagnati da almeno 4 dei 13 sintomi elencati nella tabella Sintomi di un attacco di panico. I sintomi generalmente raggiungono l’apice di intensità in 10 minuti e svaniscono nell’arco di alcuni minuti, lasciando pochi elementi all’osservazione del medico. Sebbene spiacevoli, a volte estremamente spiacevoli, gli attacchi di panico non sono pericolosi dal punto di vista medico.
Quando
Gli attacchi di panico possono manifestarsi in situazioni correlate alle caratteristiche centrali del disturbo (p. es., una persona con la fobia dei ragni può sviluppare panico alla vista di un ragno). Questi attacchi di panico sono definiti “attesi“. Gli attacchi di panico inaspettati sono invece quelli che si verificano spontaneamente, senza alcun motivo apparente.
La maggior parte dei soggetti con disturbo da attacchi di panico si aspetta in anticipo e ha paura di avere un altro attacco (ansia anticipatoria) ed evita i posti o le situazioni che in precedenza avevano scatenato la paura. Essi spesso temono di avere un pericoloso disturbo cardiaco, polmonare o cerebrale e si rivolgono ripetutamente al proprio medico o al pronto soccorso in cerca di aiuto. Sfortunatamente, in queste situazioni, l’attenzione è spesso focalizzata sui sintomi fisici e talvolta non viene formulata una corretta diagnosi.
Molti soggetti con disturbo di panico presentano i sintomi di una depressione anche grave.
Da: msdmanuals.com
Come
“Un attacco di panico è l’improvvisa comparsa di un periodo distinto e breve di intenso disagio, di ansia, o di paura accompagnati da sintomi somatici e/o cognitivi. Il disturbo di panico consiste nella comparsa di ripetuti attacchi di panico tipicamente accompagnati dalla paura di un attacco futuro o da cambiamenti nel comportamento atti a evitare situazioni che possono predisporre agli attacchi. La diagnosi è clinica. Attacchi di panico isolati possono non richiedere alcun trattamento. Il disturbo di panico viene trattato con terapia farmacologica, psicoterapia (p. es., terapia dell’esposizione, terapia cognitivo-comportamentale) o entrambe.”
La Biologia
Durante un attacco di panico si attiva innanzi tutto l’amigdala, che ci fa reagire per prendere decisioni: scappare, agire o immobilizzarci. Mentre l’immobilismo è caratteristico più degli animali, nell’uomo prevale la fuga. La nostra corteccia prefrontale, che guida il comportamento, ci fa prendere le decisioni migliori.
L’amigdala è in grado di tenere memoria sia del fatto che ci ha scatenato il panico, sia della spiacevole sensazione che abbiamo provato. Ecco perché, se agiamo in fretta possiamo respingere il ricordo negativo dell’evento che ci ha fatti stare male, ma se evitiamo il ripetersi delle situazioni che temiamo, l’effetto è contrario.
L’ippocampo infatti ha una “memoria d’elefante” e se continueremo ad evitare le situazioni temute, il ricordo negativo ci impedirà di vivere serenamente aumentando le nostre paure.
La mancata elaborazione delle emozioni che sono state suscitate dal fatto traumatico ci porta a volte ad allargare le nostre paure, anche effettuando uno spostamento: se ad esempio, abbiamo avuto un attacco di panico mentre guidavamo, potremmo sviluppare un’ insofferenza per i viaggi, preferendo condurre una vita il più possibile alla larga dagli spostamenti.
Ecco quindi che il nostro cervello mente a se stesso: al posto della paura di guidare, che inconsciamente riteniamo inaccettabile, compare una modalità di pensiero più accettabile: “Non mi piace viaggiare, per cui preferisco restare in città”.
Per fare una diagnosi di disturbo da attacchi di panico devono verificarsi attacchi che si ripetono nel tempo, con una frequenza giornaliera o settimanale, mensile.
Alcune crisi sporadiche, occasionali, possono comunque verificarsi, e a causa della loro portata possono cambiare il comportamento di chi ne è colpito.
Come fare
1. Non evitare
Chi si trova in ansia tende ad evitare i mezzi pubblici, cerca di non guidare ma evita anche l’ascensore, gli spazi aperti e così via. Ma più evitiamo queste situazioni, più la paura si rafforza e non risolviamo il problema. Se invece prendiamo tutto il coraggio di cui siamo capaci ed affrontiamo le nostre paure, forse non riusciremo al primo tentativo, ma avremo almeno iniziato la nostra lotta.
2. Informati
Se conosci i meccanismi dell’ansia puoi giocare d’anticipo: quindi informati e potrai essere in grado di uscire da questo circolo vizioso con consapevolezza.
3. Parla con una Psicologa/o
A volte confidare le nostre paure agli amici o ai familiari può essere controproducente perché, non essendo degli esperti, potrebbero non capire e farci sentire ancora più male.
Con le sedute dalla/o psicologa/o ci si può invece sentire compresi ed assolutamente non giudicati in modo da iniziare un percorso virtuoso verso un miglioramento della nostra salute
4. Impara a gestire la paura
La paura viene spesso interpretata male e l’ansia che ne deriva sicuramente fa stare ancora peggio. L’ansia però ci si ritorce contro quando la gestiamo in modo non efficace, mentre può aiutarci se la gestiamo nel modo più consono.
5. Inizia a guarire
Traccia una linea e scrivie il numero zero all’inizio ed il cento alla fine.
Sotto il numero 100 scrivie quella che è la tua paura più grande, l’evento più catastrofico che potrebbe capitarti.
Recupera la tua preoccupazione di oggi e confrontala con la tua paura più grande: ora dai un punteggio da zero a cento alla preoccupazione attuale. Molto probabilmente fare questa operazione ti aiuterà a ridimensionare il problema ed anche a prenderne le distanze, almeno un po’.
Calcola adesso l’impatto che la tua preoccupazione avrà su di te tra un po’ di tempo, ad esempio tra una settimana, un mese, un anno. Chiediti: “tra un mese quanto mi preoccuperà questo pensiero?”
Contestualizza nel futuro l’impatto di ciò che ti preoccupa, perché tutti abbiamo la tendenza a sovrastimare il peso e la gravità di ciò che riteniamo essere un problema.
Di solito infatti occupiamo quasi tutte le nostre energie a rimuginare sul problema mentre non pensiamo ad una soluzione. Se invece facessimo il contrario, staremmo meglio perché occuparci è molto più utile che preoccuparci! (ci avevi mai pensato?)
Vivi le paure a “basse dosi” e facendo un piccolo passo alla volta: concentrandoti sul “qui ed ora” e grazie all’aiuto di un professionista serio, riuscirai a ritrovare il benessere.